23. L'evoluzione della scrittura: dalla carolina alla gotica.

   Da: G. Bologna, Manoscritti e miniatura. Il libro prima di
Gutenberg, Fenice 2000/Giorgio Mondadori, Milano, 1988.

 Sotto l'incalzare dell'evoluzione culturale del dodicesimo
secolo, della nascita delle universit, della diffusione del
sapere e dei mutamenti della tecnica scrittoria, anche la
calligrafia degli amanuensi and trasformandosi,  dando vita a due
forme principali di scrittura, ambedue angolose e serrate,  l'una
per diritta ed elegante ad uso degli studiosi, l'altra veloce e
ricca di legamenti, adatta alla documentazione corrente. Esse
furono bollate con disprezzo dagli umanisti sotto la medesima
definizione di gotica, a significare, secondo il loro giudizio,
l'imbarbarimento della scrittura ed il suo progressivo
allontanamento dalla tradizione romana. La nascita e l'evoluzione
della gotica sono qui  riassunte con stile piano e comprensibile
da una specialista della materia come Giulia Bologna.

 La scrittura gotica

   Nel secolo dodicesimo, con il mutare dell'indirizzo nella
cultura, anche il carattere dei codici e le forme della scrittura
subirono un mutamento. Lo studio e i libri erano stati, infatti,
quasi esclusiva prerogativa degli ecclesiastici, tanto che
soltanto nei monasteri o presso le sedi vescovili pi importanti
sorgevano scuole scrittorie, che fornivano codici, sia per la vita
religiosa sia per l'insegnamento. Nel dodicesimo secolo la cultura
cominci a diffondersi nel mondo secolare e laico e il
rinnovamento intellettuale, accompagnato dalla creazione delle
universit, provoc un bisogno sempre pi grande di libri.
Nacquero cos lo studio di Bologna, che nel 1158 ebbe il
riconoscimento imperiale, poi l'universit di Parigi, che nel 1215
eman i suoi statuti, e molte altre universit, che fiorirono in
gran numero in tutta l'Europa occidentale, sotto la protezione di
papi e di principi. Alcune citt si trasformarono cos in
importanti centri di cultura, ai quali affluivano studenti di ogni
paese e condizione sociale. Per far fronte alla grande necessit
di testi per gli scolari delle universit sorsero, come all'epoca
romana, numerose officine librarie, dove gli amanuensi copiavano
su ordinazione e dietro compenso.
   Lo sviluppo, inoltre, dell'amministrazione locale negli stati
occidentali, la rinascita del diritto romano e l'ampliamento del
notariato avevano aumentato notevolmente la necessit degli
scritti. Nel '200 si costituirono, infatti, le grandi cancellerie
e la burocrazia pontificia, francese e inglese, e il notariato si
afferm nel mezzogiorno della Francia. Lo sviluppo poi della vita
economica, del commercio, dei movimenti bancari aveva moltiplicato
le ragioni di scrivere. In questo nuovo ambiente i codici mutarono
aspetto, presentandosi come libri di lusso o libri correnti,
prodotti ambedue da immettere nel commercio. La scrittura assunse
forme calligrafiche e manierate nei codici solenni, e modeste, di
minori dimensioni e meno artificiose, per gli altri libri, mentre
nei documenti presentava una grande variet di tipi corsivi. Tali
forme vennero indicate con il nome generico di scrittura gotica,
denominazione usata gi dagli umanisti italiani in opposizione a
quella di scritttura antiqua, che indicava la minuscola
carolina. Nessuna relazione ebbe questo nome con i goti, ma
piuttosto era un riflesso del disprezzo con cui tale scrittura fu
guardata dagli umanisti, i quali ritendendola barbara, rispetto
all'antiqua, che credevano romana, diedero ad essa, come allo
stile architettonico - che esteticamente le corrispondeva e
cronologicamente la seguiva con poco ritardo - il nome di uno di
quei popoli ai quali si doveva, a loro avviso, la caduta della
civilt romana.
   Per semplicit di classificazione e di nomenclatura conviene
prendere in considerazione la gotica libraria o diritta e la
gotica documentaria o corsiva.

 Gotica libraria

   La scrittura gotica non si present come una nuova scrittura
che si sovrapponeva alla minuscola carolina [scrittura nata
nell'VIII secolo, in concomitanza con le riforme culturali di
Carlo Magno, e usata, pur con differenti variazioni, fino al
dodicesimo], ma fu la stessa minuscola carolina che nel suo ultimo
periodo, diventando manierata, si indur fino a diventare una
scrittura a punte e ad angoli, ora acuta e serrata, ora grossa e
pesante. Sulle cause che determinarono questa variante di stile,
dopo molte discussioni, si pu affermare che la ragione per la
quale la scrittura carolina si era modificata e trasformata in
gotica non era una questione di moda e neppure di gusto e di
ricerca del bello. Una semplice moda non si sarebbe, infatti,
imposta con quel carattere universale che sostitu completamente,
e in un secolo, la carolina. E neppure la  ricerca del bello,
perch le opere degli scribi carolingi,  con pagine dalle lettere
ben proporzionate, soddisfacevano il senso estetico come i pi bei
codici dell'epoca gotica. Solo un progresso tecnico, dovuto a un
mutamento dello strumento di cui gli scribi si servivano, pu
spiegare la rivoluzione che si produsse nell'arte della scrittura,
dato che la carolina era eseguita con la  penna d'oca a becco
dritto, mentre la gotica non si poteva ottenere che con il taglio
obliquo a sinistra della punta della penna. E poich nelle
scritture usate in Gran Bretagna dopo la conquista normanna ai
tempi di  Guglielmo il Rosso (1086-1100) [re di Inghilterra,
figlio e successore di Guglielmo il Conquistatore] le
caratteristiche della spezzatura e dei tratti  grossi e sottili si
potevano ottenere solo  con il  taglio obliquo della penna, si
avanz l'ipotesi che la nuova tecnica fosse partita
dall'Inghilterra, passata nell'ovest della Francia e poi nel
continente. [...] Ben presto la gotica si diffuse in tutta la
cristianit e regn sovrana sino al secolo sedicesimo, attuando di
nuovo quell'unit scrittoria che si era perduta con il sorgere dei
regni romano-barbarici.
   Nel secolo quindicesimo, quando gli umanisti riportarono in uso
la minuscola, la gotica rimase nei libri liturgici, mentre in
Germania, dove l'umanistica non fu mai usata, la gotica continu
la sua evoluzione naturale, ed  usata ancora oggi. Il momento
della perfezione per  la scrittura gotica fu il secolo
tredicesimo, quando si presentava con lettere spaziose e ben
formate e con un numero di abbreviazioni limitato; poi, man mano,
diminu d'eleganza, le lettere divennero pi fitte e pi acute,
eseguite con cura minore, tanto che spesso non fu facile
distinguere la c dalla t, la n dalla u. Poich la principale
caratteristica della gotica consisteva nella spezzatura delle
linee diritte, le si diede anche il nome di fractura, nel secolo
quattrodicesimo, nome che le hanno conservato ancora oggi i paesi
germanici. Le curve nella scrittura gotica  erano sostituite da
angoli acuti, le lettere erano molto accostate, perfettamente
verticali, i tratti grossi e sottili assai marcati, i trattini
iniziali delle aste si sviluppavano in lineette sottili, che
diventarono parte integrante delle lettere, e produssero un forte
contrasto con i tratti grossi.
   Le abbreviazioni, con il secolo quattrodicesimo, diventarono
numerose, e in prevalenza nei manoscritti di carattere tecnico, di
teologia, di filosofia, di diritto, di medicina e di matematica,
nei quali i caratteri erano di lettura difficile. Per le maiuscole
dei titoli si foggi uno speciale alfabeto, detto gotico,
derivandolo in buona parte dall'onciale [scrittura dalle grandi
lettere diffusasi nel tardo impero e nell'Alto Medioevo, il cui
nome deriv da un'unit di peso, l' uncia], con esagerazioni di
curve, rigonfiamenti, raddoppiamenti di tratti e linee
ornamentali.
   Il massimo sviluppo degli elementi calligrafici propri della
gotica si ebbe nei messali e nei libri liturgici e in genere nei
codici di lusso, con lettere molto grandi, di una regolarit quasi
geometrica, simili nel loro insieme a un tessuto,  per cui questa
scrittura fu detta textura dai tedeschi e littera de forma in
Francia, in quanto le lettere erano disegnate con la forma o
modello. Nei codici pi comuni si ebbero, invece, forme meno
solenni. In Italia alla gotica si arriv verso la fine del secolo
tredicesimo, dopo un periodo di transizione. Essa per, sia nei
manoscritti pi solenni che in quelli pi modesti, non ebbe mai
l'aspetto pesante, come in Germania, ma assunse forme larghe,
rotonde, spaziose e lettere ben proporzionate.
   Attorno alle grandi universit si organizz, come si  detto,
per le necessit dell'insegnamento, una fiorente arte libraria.
Centri come Bologna e Napoli, Parigi e Oxford,  attiravano in gran
quantit e da ogni parte d'Europa esperti amanuensi, che, avendo
indirizzi comuni, formarono nel corso del secolo tredicesimo
quelle interessanti variet di minuscole gotiche che furono
litterae caratteristiche e specifiche dei grandi centri
universitari.

 Gotica corsiva

   Nel secolo tredicesimo, insieme alla gotica libraria, si venne
formando nell'uso corrente, per la stesura di atti, di lettere, di
registri, di libri di conti e anche di codici, specie in lingua
volgare, una scrittura gotica corsiva, che si distingueva per i
tratti angolosi, per la legatura delle lettere tra loro e talvolta
per la disgiunzione dei loro tratti. Ciascuna parola era tracciata
senza alzare la penna, favorendo le legature e lo sviluppo delle
aste alte con occhielli e svolazzi che, partendo dal basso o dalla
testa dell'ultima lettera, si univano ai segni di abbreviazione,
fondendoli insieme. La generalizzazione del suo uso produsse nella
scrittura corrente gotica  una grande variet di tipi, secondo i
paesi e le cancellerie, oltre al carattere personale dello
scrittore.
   Un altro tipo di corsiva fu quella usata nei libri di commercio
e nella corrispondenza dei mercanti fiorentini, detta minuscola
mercantile. Era una scrittura meno solenne, pi semplice,
tracciata in modo pi rapido e perci con maggiori legature.
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